Chiara Priante

Ufficio Stampa Torino Fringe Festival
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L’edizione 2020 in spazi non convenzionali, con occasioni di riflessione post Covid per il pubblico

Avrebbe dovuto invadere le vie di Torino da lunedì 11 maggio il Torino Fringe Festival che, causa emergenza, non andrà in scena: erano previsti oltre 300 appuntamenti, tra teatro e arti performative. Si candida, però, a essere tra le iniziative che, alla ripresa delle attività, risveglierà la città di Torino, tenendo però conto di cosa sono stati questi mesi davvero difficili, sia per gli spettatori sia per gli artisti. «Il ruolo che il Festival ricopre in qualità di promotore culturale e attivo sostenitore del comparto del teatro e delle arti performative in genere viene ancora di più ribadito dopo l’emergenza – afferma la presidente del Torino Fringe Festival, Cecilia Bozzolini  – Se oggi è impossibile andare in scena, il Festival tornerà appena possibile, in altre date e modalità più adatte al momento, senza però snaturare quelle che sono le nostre peculiarità: portare il Fringe verso il pubblico, immaginare nuove forme di fruizione dello spettacolo dal vivo, reinventando gli spazi urbani in modo ancor più non convenzionale».

 

Questo cosa vorrà dire? Il direttivo è all’opera per pensare un cartellone ospitato soprattutto in spazi aperti, dai cortili nascosti ai giardini di Torino. Una carta che il Fringe aveva sempre percorso – con iniziative, ad esempio, al mercato di Porta Palazzo o nel cortile del Museo Egizio – ma che proseguirà ancora di più su questa strada, cercando di toccare tutta la città nel segno di un “risveglio” affidato al teatro e all’attività culturale più in generale.

 

Aggiunge Bozzolini: «Siamo in costante confronto con artisti, operatori culturali e istituzioni, con l’obiettivo di trovare soluzioni inclusive e di apertura che non lascino indietro nessuno: artisti, pubblico, spazi ospitanti e operatori culturali». Il festival non cancella la ferita aperta del Covid: terrà poi conto di quello che è stato, offrendo un programma che sia anche occasione di riflessione per il pubblico.

Saranno anche previsti incontri e convegni tra attori, registi, operatori: il Fringe ha sempre affiancato al cartellone teatrale questo tipo di momenti che diventano ancora più preziosi adesso.

 

L’ottava edizione del Torino Fringe Festival, dunque, terrà conto di ciò che è stato e ciò che sarà:  «L’impegno è salvaguardare anche tutte le persone che lavorano al festival. Oltre agli organizzatori, vogliamo poi garantire agli artisti che sono stati selezionati la possibilità di andare in scena. Infine, proseguiremo il dialogo con i partner che avevano già deciso di sostenere l’iniziativa. Le importanti collaborazioni avviate con Fondazione Museo Egizio, Fondazione Torino Musei, Fondazione Piemonte dal Vivo, Fondazione Teatro Stabile, Infini.to Planetario e Fondazione Camera continuano all’insegna di una riprogettazione comune».

 

Sicuramente non sarà possibile proporre lo stesso programma pensato per maggio 2020, nella stessa formula, ma i sette direttori artisti dell’iniziativa, Cecilia Bozzolini, Lia Tomatis, Pierpaolo Congiu, Michele Guaraldo, Luciano Faia, Valentina Volpatto, Costanza Frola, cercheranno di salvaguardare l’essenza del festival. Anche se le condizioni dovessero nuovamente inasprirsi: «Se non sarà possibile andare a teatro sarà il teatro ad andare a casa del pubblico, nei cortili dei palazzi, sotto le finestre delle famiglie attraversando la città in un percorso che unisce esperienze e persone, pur mantenendo quella distanza che ci verrà imposta per salvaguardare la salute comune». Aggiungono: «Useremo le nuove tecnologie per formare e informare e, per aiutare gli artisti ad entrare in contatto con operatori ed organizzatori che speriamo a breve possano ricominciare a programmare stagioni, festival e rassegne. Il progetto Fringe in Rete proseguirà in digitale e sarà l’occasione per creare nuove opportunità e non arrestare il virtuoso processo di circuitazione di spettacoli e compagnie avviato negli anni scorsi».

 

Quanto alle date, per evitare annunci e continui rinvii, saranno stabilite appena il Governo fornirà indicazioni per il comparto dello spettacolo dal vivo. «Il Fringe è e continuerà ad essere una grande festa dello spettacolo dal vivo. Proveremo a sostenere la ripartenza del nostro settore e del nostro paese, usando le armi dell’arte e della cultura – conclude Bozzolini – Affronteremo insieme la sfida del cambiamento che questo periodo ci ha lanciato, e ci ritroveremo con ancora più gioia».